Da sempre Festivaletteratura ha riservato un’attenzione particolare al mondo del fumetto e offre uno sguardo privilegiato sulle linee che stanno cambiando il genere: nuove possibilità di racconto e la capacità di adattarsi ai supporti diversi, pagina o schermo. I fumetti hanno conquistato l’attenzione di un pubblico di lettori che attraversa tutte le generazioni.
Come ogni buon racconto che meriti, l’evento che lancia al Festival
Ricette e precetti
parte dall’ inizio, dal suo archè.
Milano, 2014.
L’anno prima dell’Expo; come ci spiega
Miriam Camerini
«si respirava un’aria di cibo». È in quest’ aria pregna di odori che nasce l’idea di scrivere una rubrica contenente ricette derivanti da
cibi sottoposti a precetti religiosi.
Cinque anni dopo, la rubrica diventa libro. A presentarlo
Paolo Rumiz
, «noto frequentatore di bettole» (parole sue) e mito della scrittrice.
Qual è il trait-d’union tra cibo e religione ? A pensarci è semplice: non c’è nulla di più divisivo e, allo stesso tempo, non esiste collante migliore. Una lezione imparata dalla Camerini fin da piccola: di origini ebraiche, la scrittrice ha sempre avuto problemi ad andare al ristorante; non sempre è possibile trovare del cibo kosher. Da lì la genesi del diktat genitoriale: non si mangia fuori. A farle da contraltare Rumiz e il suo viaggio lungo il confine Pakistan-Afghanistan, dove a salvargli la vita è stato proprio il condividere il cibo con gli abitanti locali; «mi sono accorto che dividere il pane con loro ha fatto sì che diventassero i miei protettori : dormivo per terra, chiunque avrebbe potuto approfittarsene se non ci fossero stati loro a guardarmi».
Ma il cibo non è mero strumento di incontro; spesso è veicolo, facilitatore di memoria . In alcuni casi letteralmente: secondo la scienza ricordiamo per odori. Quindi, per ricordare meglio una cosa, è utile collegare l’oggetto ad un odore, meglio ancora se forte o particolare. Così per ricordare il volto della Gioconda un amico di Rumiz va a vederla «con in mano un barattolo di cetriolini sott’aceto»: sgranocchiando l’inusuale snack davanti al ritratto più famoso della storia, la sua memoria a lungo termine ha registrato (e intrecciato) per sempre tecnica leonardiana e cetrioli.
Ma la memoria più importante è quella degli affetti, che passano ancora una volta per le ricette culinarie: tra carpe conservate nelle vasche e Gefilte fish a spiccare è il ricordo di nonna Camerini e il suo dolce di marzapane, cucinato in modo solitario fino all’ ultimo giorno di vita. Ma il bello delle ricette, come dei ricordi, è proprio quello poterle cambiare, sovrapponendo alla vecchia tradizione una nuova . Così la Camerini il giorno dopo il funerale: glassa al cioccolato il dolce. Insieme alla zia, creando una nuova memoria. E una nuova ricetta.
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
4
“Le frontiere aperte dell'Italiano” - Evento
7
“Gli orsi di Buzzati prendono vita” - Evento
8
“L'epoca d'oro delle mostre” - Evento
32
“L'imperatore era davvero nudo?” - Evento
38
“Fumetti e romanzi di Proust” - Evento
56
“Un passato che sa di futuro” - Evento
62
“Il fumetto del futuro” - Evento
70
“La storia intima del nazismo” - Evento
93
“Storie e divieti a tavola” - Pagine Nascoste ore 19:00 venerdì 6 “
Manga do, Igort e la via del manga
” - Evento
131
“Città mondo: il Cairo” - Evento
144
“La cucina giapponese a disegni” - Evento
196
“Una storia o due?” - Evento
202
“L'italiano dal cuore a mandorla” - Evento
210
“Città mondo: New York” - Evento
212
“Le idee nascono dalla materia” - Evento
224
“Tavole Parlanti”.