Marcello Fois e Carlo Lucarelli, entrambi scrittori di gialli e noir, sono anche amici di lunga data, dal lontano novembre 1979. Ai tempi erano entrambi studenti universitari a Bologna, nello stesso corso di Lettere, ma con indirizzi diversi. Proprio a causa di questa divergenza di studi, i due si sono persi di vista dopo quel primo incontro fino a ritrovarsi tempo dopo ad un esame di storia, e da lì si è instaurato un rapporto di reciproco affetto e rispetto durato una vita.
Il loro primo punto di incontro è stato la raccolta di racconti I delitti del gruppo 13, il cui titolo deriva dal nome del gruppo di scrittori di gialli di cui sia Fois che Lucarelli facevano parte, che comprendeva esperti del genere e altri emergenti. Il motto era «insieme arriviamo dove da soli non saremmo arrivati», che creava un senso di unione e di sostegno di grande ispirazione per i suoi membri.
Fois, nel raccontare il modo in cui L'immensa distrazione è nato, riporta la citazione di Jorge Luis Borges: «Io scrivo sempre con un lettore dietro le spalle ma non mi volto mai a guardarlo». Infatti, per Fois è estremamente necessario lasciare uno spazio ai lettori nei propri romanzi, perché è attraverso di loro che si sa se la storia è valida e in grado di arrivare al cuore. Citando Philip Roth: «non bisogna mai essere puntuali all’appuntamento col lettore, ma solo in anticipo o in ritardo». Bisogna cogliere di sorpresa chi legge. Secondo i due autori, poi, il mestiere dello scrittore è quello di un vero e proprio artigiano, custode di quella che è la cultura di un intero territorio da lui o da lei vissuto. Tra Fois e Lucarelli, che si pungolano con amichevoli battute qua e là, esiste un forte rispetto nei confronti delle rispettive opere, arrivando a desiderare di poter dire di aver scritto una particolare pagina di un libro dell’altro e viceversa.
Entrambi hanno poi posto in evidenza la crescente perdita di contatto tra i tre corpi sociali fondamentali del “sistema” letterario: lettore, scrittore ed editor. Senza di essi la macchina della letteratura non può funzionare. Fois e Lucarelli hanno lasciato agli spettatori un consiglio, soprattutto per gli aspiranti scrittori: prima di atteggiarsi a scrittori bisogna scrivere, scrivere, scrivere. Mettere penna su carta (o le mani al computer) e darsi da fare e provarci, perché non è assolutamente semplice. In chiusura, hanno “confessato” i loro autori e i loro libri preferiti e di “comfort”: Giorgio Scerbanenco, Graham Greene e La notte dei generali di Hans Hellmut Kirst per Lucarelli; mentre I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni per Fois. Insomma, sono scrittori ma anche lettori accaniti!