Emblematici casi giudiziari riaperti grazie ai documenti conservati negli archivi italiani, ma anche dialoghi sulla libertà e sulla responsabilità dell’artista, sui rapporti tra arte e potere, sulla produzione del mercato dell’arte, sulla fotografia e sull’architettura: questi gli incontri di Festivaletteratura dedicati all’Arte in tutte le sue declinazioni.
Dare una forma alla Divina Commedia; cercare di realizzare un edificio che possa riprodurre fisicamente la struttura tripartita di Inferno, Purgatorio e Paradiso concepita dall’ingegno di Dante Alighieri: questa è stata la sfida per molti architetti e artisti nel corso dei secoli. Fin dal 1300, infatti, la rappresentazione dell’universo dantesco è stata una vera ossessione per molti scienziati, artisti, intellettuali e architetti. Il progetto Divina Sezione. L’architettura italiana per la Divina Commedia continua questa tradizione, lanciando una nuova sfida alla contemporaneità: quattro generazioni di architetti italiani hanno ridisegnato la Divina Sezione dantesca, con oltre settanta progetti confluiti nel volume omonimo e nella successiva mostra allestita presso la Reggia di Caserta.
Da dove nasce quindi l’idea di un "Dante architetto"? Come leggere questo monumento della cultura? Questi sono i primi quesiti posti da Luca Molinari al primo ospite, Riccardo Bruscagli . Evidentemente non è una questione emersa di recente: già nel Cinquecento, Galileo, indagando l’immaginario della Commedia e descrivendo il Sommo Poeta come abile disegnatore di sfondi suggestivi, parlava di Dante come «architetto perfetto» .
«L’Inferno era misurabile con squadra e righello» afferma Bruscagli. Il testo della Divina Commedia è così disseminato di indicazioni precise sulle dimensioni spaziali da poter costruire un edificio completo. Alcuni commentatori, prosegue Bruscagli, si sono affaticati cercando di capire se quello che Dante ha scritto fosse effettivamente realizzabile in termini architettonici: «si sono misurate le circonferenze delle Bolge, l’altezza dei Giganti e persino di Lucifero». Infine aggiunge: «Quanto è alto Lucifero? Circa 1600 metri» .
http://www.spaziofmg.com/event/sezioni-larchitettura-italiana-per-la-divina-commedia/
Emerge tuttavia una questione fondamentale: nonostante l’effetto di stupore generato nel lettore, le misure fornite dal Dante architetto risultano del tutto sbagliate (tali da far crollare, se seguite, l’intero edificio). In realtà l'obiettivo di Dante è dare al lettore un’illusione di realtà , prenderlo per mano e condurlo dentro il paesaggio grazie alle descrizioni fornite. Ma ecco che, in un costante dialogo fra architettura e letteratura, arriva l’intervento dell’altro ospite odierno, Franco Purini . Per il docente romano Dante ha una chiara v isione architettonica del mondo : l’architettura dei tre regni è completa, i vari elementi si sostengono e si compenetrano creando un edificio pressoché perfetto. Dante si rivela dunque abile architetto, costruttore di schemi concettuali dal forte senso architettonico e profondo conoscitore della geografia e del paesaggio. La sua scrittura è perciò altamente visiva : ciò che scrive si sublima immediatamente in immagine; il linguaggio della Commedia è perfettamente pittorico. «Dante inciampa, si arrampica sul terreno, cammina», prosegue Purini, «Dante ha un’idea completa dello spazio e della sua percezione, perciò è un architetto vero e proprio». Come prova dell'alto ingegno dantesco, a conclusione dell’intervento, Purini illustra il progetto del Danteum di Giuseppe Terragni, mai realizzato ma potenzialmente primo e unico tentativo di trasporre questo immaginario in una vera costruzione architettonica.
https://www.youtube.com/watch?v=uPaMRv0mAPI
Pensare il mondo dantesco oggi però non è più possibile: lo si può concepire solo come scontro di frammenti che si avvicinano e si compenetrano, concludono gli ospiti. La certezza che resta è l’unicità di questo monumento della nostra letteratura, vero compendio del nostro universo, che continua a pervadere la nostra immaginazione, prestandosi a interpretazioni continue e sempre nuove.
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento 5 “Divina sezione” - Evento 7 “Popster” - Evento 8 “Processo a Jacopo Sansovino” - Evento 34 “Scrivere architettura” - Evento 42 “Processo a Caravaggio, Orazio Gentileschi e Onorio Longhi” - Evento 78 “Città-mondo: Gerusalemme” - Evento 85 “Rieducare lo sguardo ai colori” - Evento 92 “Processo a Giuseppe Biasi” - Evento 93 “Achille Castiglioni: ieri, oggi, domani” - Evento 119 “Città-mondo: Istanbul” - Evento 130 “Abitare l’iconosfera” - Evento 139 “Il design non era nei miei panni” - Evento 149 “Processo a Paolo Veronese” .