Santiago, il pescatore de Il vecchio e il mare di Hemingway diceva: «Every day is a new day». Lo scrittore turco Burhan Sönmez fa sue queste parole e rilancia: «e se perdere la memoria non fosse una disgrazia, bensì un dono»?
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Questa è l’esperienza che vive Boratin, protagonista del romanzo
Labirinto
(Nottetempo, 2019) e vittima di perdita di memoria all’età di ventotto anni a causa di un tentato suicidio.
Andrea Grisi
, presentatore dell’evento, nota un parallelismo perfetto tra la figura di Boratin e quella di un orologio: «L’orologio fissa il presente e Boratin diventa orologio perché si ferma tra passato e futuro, si preoccupa di essere e non di esistere».
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Il tempo non scorre e, ipotizza Sönmez, «forse non c’è un flusso del tempo. Ieri può essere oggi così come oggi può essere duemila anni fa». Ecco che, in questa ottica, l a dimenticanza diventa un’occasione e, ritornando ad Hemingway, ogni giorno può davvero essere un nuovo giorno, un nuovo inizio, senza passato e con una grande meravigliosa apertura alla speranza.
«Sono uno stupido ottimista», ripete più volte l’autore turco anche a riguardo del futuro della sua Turchia. «Nonostante le catastrofi dobbiamo credere in questa vita», chiosa Sönmez e aggiunge: «Leggere e scrivere va bene ma non dimentichiamo di parlare e ascoltare».