Come una moderna stella del punk, la bruciante – e troppo breve – parabola esistenziale di Ippolito Nievo è stata segnata dall’arte e dalla passione: poeta, drammaturgo, saggista, anticipatore della fantascienza, autore del grande romanzo del Risorgimento, le Confessioni di un italiano. Imbarcatosi tra i Mille al seguito di Garibaldi, incontrò la morte prematura nel naufragio del piroscafo “Ercole”, inabissatosi al largo di Napoli con i documenti contabili dell’impresa. Un po’ come i (primi) trent’anni di Festivaletteratura, i trent’anni di vita di Ippolito Nievo sono stati vorticosi, entusiasmanti, pieni di libri e letture. Per questo il Festival ha deciso di adottare Nievo come figura guida in questa edizione del trentennale.
Per riavvicinare il grande pubblico a questo autore incontenibile, modernissimo, comico ed estremamente libero si svolgerà Tutto Nievo minuto per minuto, un intenso programma di appuntamenti che comprenderà incontri con esperti e insospettabili cultori della sua opera, un percorso espositivo presso la Biblioteca Teresiana (che custodisce alcuni importanti manoscritti di Nievo), eventi-spettacolo nei luoghi mantovani legati alla biografia di Nievo (come la villa Nievo a Fossato di Rodigo) e un programma di “letture circolari” dal vivo tenute sulle navette di trasporto pubblico urbano nei giorni della manifestazione.
Nievo non ha fatto in tempo ad avere trent'anni. Ma quella soglia – momento topico di un passaggio sempre più rimandato all’identità adulta – è stato e rimane un luogo molto frequentato dalla letteratura. Nel ciclo di incontri “Avere trent’anni”, scrittori trentenni di ieri e di oggi dialogheranno su come negli ultimi decenni sia cambiato o meno il modo di raccontare questa età di passaggio, a partire da alcune tematiche chiave: il lavoro (con Luigi Chiarella e Luca Giommoni), il sesso (con Salvatore Falzone e Nicola Gardini), la questione climatica (con Alessandra Castellazzi e Bruno Arpaia), la provincia (con Enrico Trevisiol e Nicole Trevisan), l’odio in politica (con Ilaria Rossetti e Massimo Cracco).
A questi incontri se ne affiancano altri due che mettono a fuoco modi in cui la transizione verso l'età adulta – una volta un percorso lineare, quasi meccanico – si sia oggi inceppato. Del rapporto con la casa — luogo fisico, quasi prerequisito per costruirsi un'identità adulta — parleranno Vincenzo Latronico e l'illustratrice Olimpia Zagnoli. Nell'incontro tra Dario Ferrari e Giulia Scomazzon, invece, vedremo come maternità e paternità mancate, carriere mai decollate, difficoltà nel costruire una coppia e, in definitiva, una vita adulta funzionale, possano diventare – all’occorrenza – anche materia per un racconto comico.
Il trentennale sarà anche un'occasione per ritornare idealmente all'ambiente culturale da cui nel 1997 è nato il Festival: gli anni Novanta, un decennio spesso raccontato come quello della pacificazione e della fine delle ideologie, ma che ha avuto una carica rivoluzionaria che continua a parlare al presente. Per esempio, nel ritorno di Giovanni Lindo Ferretti a Festivaletteratura, insieme al critico Michele Rossi e al regista Davide Ferrario, proprio a trent'anni dall'uscita di Linea Gotica dei CSI, e in mezzo al tour della reunion della band. Un’altra icona, lo scozzese Irvine Welsh, tornerà a Mantova insieme ai personaggi di uno dei romanzi simbolo del decennio, Trainspotting. E in quegli anni affonda le radici anche la scena culturale e politica che Valerio Mattioli e Wu Ming 1 racconteranno ripercorrendo il mondo nato dentro e intorno ai centri sociali: spazi oggi sotto attacco, ma che sono stati veri e propri laboratori creativi, catalizzatori di fenomeni come il primo rap in italiano, il cyberpunk e nuovi linguaggi e immaginari letterari.
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