La nutrita squadra dei narratori italiani comprende nuove voci e frequentatori assidui di Festivaletteratura: i loro racconti ci toccano come individui e collettività.
https://soundcloud.com/user-810362661/take-this-hammer
Take this hammer fu registrata da Lead Belly per la prima volta in un carcere. Con questo brano il contrabbasso di Pietro Leveratto , accompagnato da chitarra e batteria, accoglie i lettori del Festival, che si uniscono ad alcuni detenuti in platea nell’inedita location della Casa Circondariale di Mantova.
Tra i probabilmente simili corridoi del carcere di Pisa, non più di anno fa, lo scrittore Marco Malvaldi , apprezzatissimo ideatore dei delitti del BarLume, incontrava ad un corso di scrittura creativa il detenuto Glay Ghammouri . Così, da una corrispondenza tra i due nasce Vento in Scatola (Sellerio, 2019), una “commedia da camera”, in cui camera è la cella di un carcere, con le sue abitudini, tradizioni e quotidiane ingiustizie.
Quella che Malvaldi porta al Festival non è però un’ordinaria presentazione del suo nuovo libro. Il rigido luogo di detenzione si trasforma, per un’ora, in una sala concerti. « Il disturbo più diffuso in carcere – spiega l’autore – non è la depressione ma , molto più banalmente, l a miopia . Per la maggior parte del tempo chi è in carcere guarda oggetti molto vicini – di solito, i muri – e solo quando va all’aria ha la possibilità di mettere a fuoco oggetti un po’ più lontani». Quindi, il senso più importante diventa l’udito.
https://soundcloud.com/hillfolknoir/parchman-farm-blues-1
«Gonna be down here for the rest of my life» recita Parchman Farm Blues . «Glay mi ha detto – ha continuato Malvaldi – che i giorni in carcere scorrono veloci, ma le ore non passano ma i». Ecco perché in carcere, o almeno in quelli più virtuosi, ci si può dedicare ad attività lavorative che richiedono pazienza maniacale: la materia prima, il tempo, non manca mai.
https://www.youtube.com/watch?v=_Xyp63MaSBs
«Chi sta fuori ed entra in carcere spesso dimentica che i detenuti hanno già subito una sentenza. I pregiudizi contro di loro sono una seconda condanna. L’insegnamento fondamentale che si può trarre dai carcerati è il rispetto delle persone ». Insomma, il messaggio di Malvaldi vuole essere un’apertura fisica ma soprattutto metaforica delle porte del carcere: non un luogo da temere ma un luogo dove farsi delle domande e darsi delle risposte. Senza pregiudizi e soprattutto senza (ulteriori) giudizi.
https://www.youtube.com/watch?v=t-9rqX3atLw
Per scoprirne di più sul concetto di libertà, questa è l'intervista che Malvaldi ha rilasciato a un volontario della redazione di Festivaletteratura:
https://www.youtube.com/watch?v=N64joLFobZQ
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
6
“Enrico detto Erri” - Evento
23
“I personaggi della Buona Novella” - Evento
34
“Fede” - Evento
40
“L'umanità come il vento, non si chiude in una scatola” - Accenti giovedì 5 ore 17:00 “
Lo scrittore vacante
” - Giovedì 5 ore 19:00 “
Per un museo della lingua italiana: la moda
” - Evento
59
“La difficile arte della commedia” - Evento
82
“Uno tanti insieme diversi” - Evento
97
“Tramandare la storia può salvare il mondo” - Evento
102
“L’amore è per sempre” - Evento
117
“Mi chiamo Alex Zanardi e sono un pilota” - Evento
123
“Voci dal Novecento” - Evento
130
“Identità e memoria” - Evento
147
“La mia terra canta” - Evento
184
“Una lingua per ogni emozione” - Evento
185
“Ci sarebbe poco da ridere” - Accenti domenica 8 ore 15.00 “
Le montagne di Fosco
” - Evento
214
“In viaggio” - Evento
225
“Mi piace la parola libertà”.