Nel Chiostro del Museo Diocesano , Lorenzo Ghetti e Tony Sandoval hanno dialogato con i giovani «fumettisti amatoriali» finalisti di My life in strips , un Contest che rientra tra le azioni del progetto europeo Read On e che mira ad avvicinare gli adolescenti non solo alla lettura ma anche alla scrittura e alla creatività . E in questo caso anche a un linguaggio , quello del fumetto, ancora tacciato di essere leggero ed effimero, nonostante abbia guadagnato una piena riconoscibilità nel panorama letterario ed editoriale contemporaneo.
<https://www.festivaletteratura.it/it/racconti/read-on-riaccendere-la-passione-degli-adolescenti-per-la-lettura>
Influenzato da
Berserk
di Kentaro Miura e dalla serie Bonelli
Nathan Never
,
è il diciannovenne mantovano
Jacopo Armini il vincitore della seconda edizione del concorso
. «Nella mia tavola ho rappresentato il tema di quest’anno –
courage to care
– attraverso un bambino che salva un pipistrello da un mucchio di ragazzacci», spiega Jacopo ai due maestri delle tavole a fumetti.
Anche
Lorenzo Ghetti
ha avuto coraggio quando ha deciso di sfruttare le piattaforme digitali per dare vita al fumetto interattivo
To be continued
,
rivoluzionando ulteriormente la linearità del racconto più tradizionale.
Sandoval
ha invece mostrato di avere coraggio
scrivendo di sé
e dei
«mostri dell’infanzia»
protagonisti di quelle storie di spiriti, streghe e fantasmi tanto care alla cultura messicana in cui è cresciuto.
<https://www.tunue.com/wp-content/uploads/2015/09/bw85Deadhorse_by_Tony-Sandoval.jpg>
«Ogni linguaggio è una scatola ed è molto bello stare in una scatola, avere dei limiti» dice Ghetti. «Io ho deciso di utilizzare una scatola enorme - il web – e ho iniziato a camminare per trovarne il bordo». Sandoval invece ha utilizzato «una scatola più stretta» in cui ha dovuto superare ulteriori limiti – quelli della carta stampata – imposti dal sistema editoriale tradizionale. Ma non importa il media a disposizione, «il fumetto è un mezzo di comunicazione che si adatta a qualsiasi supporto, è un linguaggio forte ma soprattutto completo , in cui si celebra il matrimonio perfetto tra immagine e parola », commenta Sandoval. «È l’ideale per parlare di tutto, in modo realistico o immaginifico, in modo intimo e personale» aggiunge Ghetti. «Il linguaggio perfetto per iniziare a raccontare e trovare il coraggio di raccontarsi ».