Per superare il senso di disorientamento che pervade le società contemporanee e tornare a mettere il futuro al centro del nostro orizzonte servono nuove etiche e nuovi strumenti di pensiero capaci di scardinare logiche e sistemi di potere accettati come incontrovertibili. In questo senso filosofi, economisti e intellettuali di varia formazione indicheranno al Festival alcuni possibili percorsi, seppur parziali, per rimettere mano a paradigmi e categorie interpretative che ormai risultano inadeguati. Un ampio ventaglio di riflessioni verrà ad aprirsi sulla guerra, attraverso una serie di incontri che toccheranno il confronto interreligioso, il ruolo della scuola e della comunicazione nel formare le coscienze, il racconto dei conflitti alle più giovani generazioni.
Davvero tutto ha un prezzo? Se sì, qual è il prezzo dell’educazione? Quale quello di un ambiente poco inquinato o del benessere? Piuttosto, per vederla con Mariana Mazzucato , una dei più influenti economisti del mondo, è sempre vero che tutto ha un valore ( Il valore di tutto , Laterza, 2019). Ecco perché il peggior modello economico possibile è quello dove le risorse si estraggono solamente e non gli viene conferito un nuovo e maggiore valore. In altre parole, una società povera in value creators . Di questo e molto altro la professoressa di UCL parla con Bruno Giussani , padrino dei celeberrimi eventi TED che si tengono in tutto il mondo.
https://marianamazzucato.com/
Un perfetto esempio è la rendita. «Adam Smith – ha spiegato l’autrice – parlava della rendita come del furto: unearned income (redditi immeritati). Pensava ad un mercato libero, ma non libero dallo Stato; libero dalla rendita, dal semplice spostamento di risorse senza creazione di valore». Nel mondo di oggi invece l’equilibrio è completamente sbilanciato sul prezzo, non si parla mai di valore. La Mazzucato scherza su un esempio che fa divertire il pubblico del festival: «il matrimonio tra una badante e il suo assistito non è per niente conveniente: crea valore affettivo ma dopo il matrimonio c’è uno stipendio in meno».
https://www.youtube.com/watch?v=3r1IPsldbBg
Altro punto fondamentale toccato dall’autrice, che dirige l' Institute for Innovation and Public Purpose (IPP), è quello del valore pubblico . Molti pensano al settore pubblico come a un cerotto. Quando il privato non fa abbastanza ( market failure ), il pubblico supplisce. Quando il privato fa troppo ( monopoly ), il pubblico vieta. «Per me il settore pubblico è un’altra cosa. È proprio un pubblico, come siete voi (indica la platea, ndr ). Solo pensandolo così si può creare un vero valore pubblico collettivo». Il secondo step, dopo questo passaggio concettuale, è l’investimento pubblico.
https://twitter.com/coluques/status/1170339216183705601?s=20
Stimolata dalle domande di Giussani, l’autrice compie una riflessione finale sullo Stato. Spesso si pensa che lo Stato assorba valore e non lo produca. «Quando si perde l’idea di cosa sia lo Stato – ha detto – si comincia a pensare che sia un’istituzione inerziale e senza valore». L’obiettivo, quindi, sarebbe quello di creare uno Stato mission-oriented : missioni precise e sfide ambiziose. È questa la ricetta.
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
13
“Umanesimo inquieto” - Evento
24
“Un nuovo racconto della guerra” - Evento
25
“E alla fine un mondo lunare” - Evento
33
“Raccontare il mondo” - Evento
73
“Per un nuovo pensiero africano” - Evento
89
“12 dicembre 1969” - Evento
142
“Dedicato ad Ágnes Heller” - Evento
145
“L’economia del valore” - Contaminazioni ore 18.00 sabato 7
“L’inflazione della verità scientifica”
- Evento
175
“Il mondo è giovane ancora” - Evento
190
“Tutte le guerre del mondo” - Evento
204
“Affermare l’umanità” - Accento ore 14.00 domenica 8
“Le sante ossa”
- Evento
209
“La democrazia esclusiva e i suoi sovvertimenti” - Evento
215
“Le regole e la coscienza”.