Al destino incerto dell'Europa è dedicata una parte importante degli appuntamenti in programma a Festivaletteratura 2019.
Tacito è considerato uno dei più grandi storici della letteratura latina. La Germania è solitamente relegata tra le sue opere minori. Non la pensa così Dino Baldi , filologo classico e scrittore che, di recente, ha curato una nuova edizione proprio della Germania .
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Si tratta, infatti, di un’opera che ha la condanna e il privilegio di essere attuale, collocandosi tra i testi cardine della civiltà europea. Ripercorrere la storia della Germania significa ripercorrere la storia d’Europa attraverso gli occhi di un popolo che, grazie a Tacito, scoprì di avere un testo che narrava le sue origini, cosa che, invece, era solitamente appannaggio dei popoli dominatori. L’opera risale al 98 d.C. ma, per il tempismo con cui incontrò il desiderio dei romani di conoscere i loro barbari antagonisti, può considerasi un instant book con cui lo storico romano smentisce la propaganda dell’epoca , delineando un popolo vitale e ben strutturato.
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Per Tacito, i germani non erano propriamente umani ma, piuttosto, un fenomeno naturale che si confondeva con la natura che li circondava. La Germania costituisce un vero e proprio studio etnografico in cui sono descritte le abitudini, i modi di vestire e tutto ciò che caratterizzava un popolo tanto spaventoso quanto affascinante. È proprio quest’ambiguità a contraddistinguere la cronaca dell’autore: egli racconta le virtù dei barbari confrontandole con le criticità che riscontrava nella società romana. Non a caso i destinatari dell’opera, più che i germani, sembrano essere i romani, tanto terrorizzati dagli eredi dei Cimbri e dei Teutoni nonostante interagissero con loro ogni giorno per fini commerciali. È un errore leggere la Germania immedesimandosi solo nei romani perché la civiltà europea - passando da un’infanzia barbarica a una maturità classica - oggi ha raggiunto una forma contraddittoria, ambigua, tragica e gloriosa che possiede tutti gli elementi, positivi e negativi, descritti nell’opera Tacito. Il suo amore/odio per i barbari arriva fino all’Europa di oggi, terra di progresso ma anche di grande barbarie. Anche a duemila anni di distanza, non si può prescindere dalla Germania per raccontare la nascita e lo sviluppo del « popolo fatale » .
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Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
10
“Sintomatologia della crisi” - Pensieri in comune mercoledì 4 ore 21.00
“Terra mediterraneo”
- Evento
17
“Quando l’URSS faceva cultura” - Evento
31
“De la terre des pleurs un grand vent s'éleva” - Evento
35
“Sotto la luna di Beirut” - Evento
36
“La pagina bianca a volte è il mio nemico” - Evento
37
“Dare voce alla storia africana” - Evento
41
“Da dove nasce la crisi europea” - Evento
45
“Trovare la luce nelle tenebre” - Evento
46
“Astrid Lindgren: la vita è una favola amara” - Evento
47
“I miei personaggi mi rincorrono” - Evento
51
“Il fascismo storico” - Evento
60
“Il re dell’Atlantico” - Evento
67
“Messia e Rivoluzione” - Evento
68
“La bandiera del mio paese ha due colori” - Evento
70
“Una storia intima del nazismo” - Evento
77
“Il ricordo e il labirinto” - Evento
85
“Tra le gole dell’Armenia” - Evento
95
“Trafficanti di essere umani” - Evento
96
“Il pericolo di ideologia come alibi” - Evento
116
“La guerra, la scrittura, le donne” - Evento
119
“Da Norcia all’Europa” - Accento venerdì 6 ore 22.00
“Gran Cabaret socialista”
- Evento
136
“Giocare con la narrazione” - Evento
153
“La storia si ripete?” - Evento
159
“Mondi separati dentro le città” - Evento
169
“Allons enfants” - Evento
203
“I barbari che siamo, i romani che non siamo” - Evento
213
“Come Davide contro Golia” - Read on domenica 8 ore 15.00
“EU dreamers”
- Evento
221
“Il nome necessario”.