Al destino incerto dell'Europa è dedicata una parte importante degli appuntamenti in programma a Festivaletteratura 2019.
https://twitter.com/KellerEditore/status/1169555651632291840
Uno scrittore svizzero (ma nato in Francia) che ogni lunedì, con teutonica precisione, lavora come barista nel locale di sua proprietà, ascoltando con interesse tutte le storie dei suoi avventori; tre operai di un cantiere navale di Papenburg (Germania nordoccidentale) degli anni ’10 del Novecento; lo sfondo cupo e drammatico del colonialismo anglo-tedesco in Africa durante la prima guerra mondiale: sono questi i principali ingredienti del romanzo Una questione di tempo di Alex Capus , del quale l’autore ha discusso assieme all’umorista Bruno Gambarotta .
Lasciando quasi del tutto al lettore scoprire la trama del romanzo, lo scrittore si è concentrato nel racconto del suo personale
rapporto con la storia
, fonte prima di ispirazione di tutta la sua narrativa e miniera inesauribile di racconti, di esperienze, di emozioni, tanto più coinvolgenti perché reali, perché appartenenti a un passato che
solo la distanza cronologica permette di approcciare con uno spirito critico
.
Ma a Capus non interessa l’analisi: non si definisce storico, non ama gli sguardi dall’alto, dimostrare e confutare tesi, raccontare per spiegare. Il centro della narrativa storica deve partire dal basso , dalle vite dei protagonisti degli eventi: ciò che conta è muovere dalle loro emozioni, immaginare ciò che avrebbero provato e raccontarlo con la massima fedeltà possibile, certo, ma senza sfociare nella pedanteria. «L’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo» scriveva Manzoni; si può ben dire che la formula potrebbe valere anche per Capus, eccezion fatta per il suo rifiuto dichiarato della finalità morale esplicita.
Una questione di tempo nasce a margine di una ricerca sulla vita di Robert Louis Stevenson e, attraverso ricerche indefesse negli archivi britannici e tedeschi, si amplia fino a disegnare un affresco cupo e doloroso della penetrazione coloniale europea nell’Africa centrale , arrivando a concretizzare quel tremendo «orrore» che Joseph Conrad per primo aveva evocato in Cuore di tenebra . I tre protagonisti, infatti, seguendo il trasporto della nave Götzen dal Mare del Nord al lago Tanganica (oggi fra Burundi, Tanzania, Zambia e Repubblica democratica del Congo), si trovano a vivere in Africa, da dominatori, gli anni terminali della la belle époque e del primo conflitto mondiale. Lontano dalla famiglia e dagli affetti, si sforzano di restare umani e di sfuggire dalla logica dei dominatori, dalla mentalità del bisogno di schiacciare i dominati per mantenere privilegi e risorse, ma scoprono che è impossibile: la struttura colonialista corrompe irrimediabilmente l’individuo e lascia un segno fortissimo in tutti coloro che vi prendono parte. Ogni giudizio esplicito, ogni riflessione analitica sono sospesi: che sia il lettore, dice Capus, a dover esercitare la propria critica e a trarre dal racconto delle vite di questi personaggi realmente esistiti le conclusioni che paiono più sensate.
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
10
“Sintomatologia della crisi” - Pensieri in comune mercoledì 4 ore 21.00
“Terra mediterraneo”
- Evento
17
“Quando l’URSS faceva cultura” - Evento
31
“De la terre des pleurs un grand vent s'éleva” - Evento
35
“Sotto la luna di Beirut” - Evento
36
“La pagina bianca a volte è il mio nemico” - Evento
37
“Dare voce alla storia africana” - Evento
41
“Da dove nasce la crisi europea” - Evento
45
“Trovare la luce nelle tenebre” - Evento
46
“Astrid Lindgren: la vita è una favola amara” - Evento
47
“I miei personaggi mi rincorrono” - Evento
51
“Il fascismo storico” - Evento
60
“Il re dell’Atlantico” - Evento
67
“Messia e Rivoluzione” - Evento
68
“La bandiera del mio paese ha due colori” - Evento
70
“Una storia intima del nazismo” - Evento
77
“Il ricordo e il labirinto” - Evento
85
“Tra le gole dell’Armenia” - Evento
95
“Trafficanti di essere umani” - Evento
96
“Il pericolo di ideologia come alibi” - Evento
116
“La guerra, la scrittura, le donne” - Evento
119
“Da Norcia all’Europa” - Accento venerdì 6 ore 22.00
“Gran Cabaret socialista”
- Evento
136
“Giocare con la narrazione” - Evento
153
“La storia si ripete?” - Evento
159
“Mondi separati dentro le città” - Evento
169
“Allons enfants” - Evento
203
“I barbari che siamo, i romani che non siamo” - Evento
213
“Come Davide contro Golia” - Read on domenica 8 ore 15.00
“EU dreamers”
- Evento
221
“Il nome necessario”.