07 | 09 | 2019

L'ossessione della pagina bianca

Una riflessione sulla critica, la letteratura, la lettura e la scrittura attraverso Éric Chevillard

Al destino incerto dell'Europa è dedicata una parte importante degli appuntamenti in programma a Festivaletteratura 2019.


Éric Chevillard è uno scrittore molto particolare, denuncia una crisi per la letteratura e la critica contemporanea e consiglia a tutti i lettori di leggere pessimi romanzi invitandoli a riflettere su quali scrittori piacciano e quali no, ma soprattutto a chiedersi quali siano i romanzi che contano. Secondo Chevillard gli scrittori che contano «riconciliano la vita», un cattivo scrittore invece rovina tutto ciò di cui parla. I critici letterari svolgono un ruolo fondamentale in questa essenziale distinzione per il lettore: non sempre un libro scritto male corrisponde a un libro che non piace. Chevillard personalmente si affida, in Francia, ai critici universitari in particolare, da quando si sono staccati «da quel gergo impossibile che avevano negli anni 70/80 e non ai critici di stampa» poichè pensa che siano troppo compiacenti.

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La responsabilità della cattiva letteratura va invece attribuita, secondo Chevillard, agli editori che pubblicano opere di autori che per un motivo o un altro non dovrebbero fare gli scrittori. Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia Sul riccio ha una trama molto semplice: uno scrittore intento a iniziare la propria autobiografia viene interrotto da un riccio «naïf e globuloso» che invade la sua area di scrittura, mangia fogli, lo disturba e, nonostante i tentativi dello scrittore di allontanarlo, il riccio torna. Marcello Fois afferma che «il Bello della letteratura è che quanto più un testo è complicato tanto più sembra semplice come l’esercizio per la medaglia d’oro di Yuri Chechi». Chevillard in questo romanzo voleva rappresentare l’impossibilità dello scrivere e ironicamente Fois propone di allevare ricci da mettere sulle scrivanie di molti scrittori contemporanei per impedirgli la scrittura di noiose autobiografie.

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Lo stile è essenziale per Chevillard poichè gli permette di «rinfrescare la realtà», di riscriverla e nominarla; l’autore immagina un suo lettore «Coraggioso poichè ci vuole fiducia a lasciarsi condurre in un mondo che lo scrittore nomina al posto mio e che per me forse non esiste; il lettore è protagonista delle mie opere, talvolta vede cose che non avevo in mente mentre scrivevo». Il riccio si rivelerà un ostacolo fruttifero per lo scrittore: ne diventerà fonte di energia e invenzione. Così la pagina bianca cede al riccio, allo scrittore che non può evitare di scrivere il tormento, l'angoscia, se stesso.

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Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:

Evento 10 “Sintomatologia della crisi” - Pensieri in comune mercoledì 4 ore 21.00 “Terra mediterraneo” - Evento 17 “Quando l’URSS faceva cultura” - Evento 31 “De la terre des pleurs un grand vent s'éleva” - Evento 35 “Sotto la luna di Beirut” - Evento 36 “La pagina bianca a volte è il mio nemico” - Evento 37 “Dare voce alla storia africana” - Evento 41 “Da dove nasce la crisi europea” - Evento 45 “Trovare la luce nelle tenebre” - Evento 46 “Astrid Lindgren: la vita è una favola amara” - Evento 47 “I miei personaggi mi rincorrono” - Evento 51 “Il fascismo storico” - Evento 60 “Il re dell’Atlantico” - Evento 67 “Messia e Rivoluzione” - Evento 68 “La bandiera del mio paese ha due colori” - Evento 70 “Una storia intima del nazismo” - Evento 77 “Il ricordo e il labirinto” - Evento 85 “Tra le gole dell’Armenia” - Evento 95 “Trafficanti di essere umani” - Evento 96 “Il pericolo di ideologia come alibi” - Evento 116 “La guerra, la scrittura, le donne” - Evento 119 “Da Norcia all’Europa” - Accento venerdì 6 ore 22.00 “Gran Cabaret socialista” - Evento 136 “Giocare con la narrazione” - Evento 153 “La storia si ripete?” - Evento 159 “Mondi separati dentro le città” - Evento 169 “Allons enfants” - Evento 203 “I barbari che siamo, i romani che non siamo” - Evento 213 “Come Davide contro Golia” - Read on domenica 8 ore 15.00 “EU dreamers” - Evento 221 “Il nome necessario”.