11 | 09 | 2016

La responsabilità di un calcio di rigore

Evento 240

«Io amo lo sport, e anche il calcio». Perché attraverso lo sport, ma sopratutto attraverso il calcio, possiamo conoscere molte cose sulla società che ci circonda, sulla politica e, oggi, sulla finanza. Gigi Riva e Marco Malvaldi ci raccontano quello che successe durante i Mondiali di Calcio di Italia 90 , cosa successe alla Jugoslavia durante i quarti di finale e cosa accadde dopo nei Balcani, con la disgregazione sanguinosa del paese. Tornerà spesso una parola: responsabilità .

https://twitter.com/festletteratura/status/774885763066593280

Il capitano della nazionale jugoslava che al termine dell’ultima partita richiama i compagni negli spogliatoi e si prende «la responsabilità di sciogliere la nazionale di calcio». La responsabilità di giocare e vincere, in qualche modo per salvare l’unità del paese. La responsabilità di parare un calcio di rigore. La responsabilità di segnare un rigore , e poi sbagliarlo mettendo fine alla storia di una squadra e di una nazione. L’urgenza di scrivere, per il giornalista Gigi Riva, era quella di raccontare una storia accaduta alle porte di casa nostra, storia che molti hanno dimenticato. Perché il calcio , anche se lo si odia, è una nostra fondamentale radice identitaria . Al punto che il Califfato ha proibito il gioco nei suoi territori e ha colpito con il terrore stadi e tifosi.

https://www.youtube.com/watch?v=MinMwYjouDs

Tante storie, all’interno di quella partita tra Argentina e Jugoslavia, quarti di finale della Coppa del Mondo. Stojkovic che continuava a dribblare, Susic, Savicevic, il capitano Vujovic, l’allenatore Osim, il portiere Ivkovic (che parò un rigore a Maradona e in questa partita lo costrinse a sbagliare ancora dopo averlo sfidato con una scommessa). E Hadzibegic che sbagliò il rigore. I quaranta metri che separano il centro del campo dal dischetto li dovette fare due volte per un errore dell’arbitro (che dopo alcuni anni fu radiato per corruzione).

I quaranta metri eterni che chi calcia un rigore deve fare, durante i quali ti passa tutta la vita davanti. Sbagliò, la Jugoslavia uscì dal torneo e in patria si scatenò tutto quello che sappiamo. Storie anche di chi non c’era, come Boban e Mihajlovic, eletti come eroi dai due schieramenti contrapposti. Di come il calcio venne usato come propaganda politica (così come accade tutt’ora). Di Arkan che trasformò i tifosi della Stella Rossa nella milizia responsabile della pulizia etnica e di come consegnò proprio a Mihajlovic (in cambio della Coppa Intercontinentale) i territori conquistati con la guerra. Sicuramente, anche se Hadzibegic avesse realizzato il rigore, alla Jugoslavia sarebbero successe le stesse cose orribili. Ma la questione è che quel rigore è entrato nella leggenda e il valore della responsabilità, questo atteggiamento così difficile da assumersi, mai è stato così importante per un uomo, per gli uomini che parteciparono a quella partita. Il calcio, ancor una volta, diventa mito e leggenda.