Al destino incerto dell'Europa è dedicata una parte importante degli appuntamenti in programma a Festivaletteratura 2019.
Dopo aver ignorato la bella notizia per ore, il figlioletto di Nicolas Mathieu ha chiesto a un perfetto sconosciuto, all’improvviso: «Lo sa che il mio papà ha vinto il Premio Goncourt »? E aveva ben ragione di essere orgoglioso di suo padre, vincitore il 7 novembre scorso del più prestigioso premio letterario di Francia.
https://www.corriere.it/cultura/18_novembre_07/premio-goncourt-francia-letteratura-nicolas-mathieu-5a8fbcc2-e2bf-11e8-86b9-0879a24c1aca.shtml
A portarlo al trionfo è stato il romanzo di formazione E i figli dopo di loro (Marsilio, 2019), opera che si colloca pienamente nella tradizione realista francese di Flaubert o della Ernaux, ma attinge riccamente agli stimoli offerti dagli autori americani: Hemingway e Faulkner, passando per Steinbeck, fino al James Agee di Sia lode ora agli uomini di fama (Il Saggiatore, 2013), che, con le fotografie di Walker Evans, si proponeva di raccontare la dura vita dei poverissimi del sud degli Stati Uniti negli ultimi anni della Grande Depressione.
Allo stesso modo, anche Mathieu ha voluto scrivere un testo documentario che strappasse «il velo d’illusione in questa società che mente a se stessa», per mettere a nudo la realtà delle cose, ovvero che la disuguaglianza sociale esiste ancora ed è un grosso impedimento alle relazioni interpersonali. Peggio ancora, il peso del ceto dei genitori ricade sui figli in un determinismo sociale mai superato.
https://twitter.com/ilfoglio_it/status/1170217633993510913
Insomma, le parole del giovane Premio Goncourt sembrano cariche di negatività, e invece no, chiarisce lui: «la visione pessimista che i lettori mi rimproverano è in realtà una speranza», perché solo attraverso una presa di consapevolezza le generazioni future potranno davvero cambiare le cose. Non per niente si tratta di un romanzo di formazione i cui protagonisti sono tre ragazzi che vengono inquadrati solo durante quattro estati negli anni fra il 1992 e il 1998: da un lato si palesa il cambiamento vissuto dai personaggi nel tempo, dall’altro spetta a chi legge cogliere tutta la densità narrativa ed espressiva negli spazi vuoti lasciati dall’autore e dai suoi taciturni adolescenti.
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
10
“Sintomatologia della crisi” - Pensieri in comune mercoledì 4 ore 21.00
“Terra mediterraneo”
- Evento
17
“Quando l’URSS faceva cultura” - Evento
31
“De la terre des pleurs un grand vent s'éleva” - Evento
35
“Sotto la luna di Beirut” - Evento
36
“La pagina bianca a volte è il mio nemico” - Evento
37
“Dare voce alla storia africana” - Evento
41
“Da dove nasce la crisi europea” - Evento
45
“Trovare la luce nelle tenebre” - Evento
46
“Astrid Lindgren: la vita è una favola amara” - Evento
47
“I miei personaggi mi rincorrono” - Evento
51
“Il fascismo storico” - Evento
60
“Il re dell’Atlantico” - Evento
67
“Messia e Rivoluzione” - Evento
68
“La bandiera del mio paese ha due colori” - Evento
70
“Una storia intima del nazismo” - Evento
77
“Il ricordo e il labirinto” - Evento
85
“Tra le gole dell’Armenia” - Evento
95
“Trafficanti di essere umani” - Evento
96
“Il pericolo di ideologia come alibi” - Evento
116
“La guerra, la scrittura, le donne” - Evento
119
“Da Norcia all’Europa” - Accento venerdì 6 ore 22.00
“Gran Cabaret socialista”
- Evento
136
“Giocare con la narrazione” - Evento
153
“La storia si ripete?” - Evento
159
“Mondi separati dentro le città” - Evento
169
“Allons enfants” - Evento
203
“I barbari che siamo, i romani che non siamo” - Evento
213
“Come Davide contro Golia” - Read on domenica 8 ore 15.00
“EU dreamers”
- Evento
221
“Il nome necessario”.