Se i confini geografici sono valicabili, ancor più lo sono quelli che convenzionalmente delimitano i generi letterari: gli scrittori di questa edizione si dimostrano tra i più propensi a muoversi liberamente tra canoni, forme e registri espressivi.
La letteratura per Domenico Starnone inizia con la parola «vanesia» lasciata cadere in mezzo al dialetto dei genitori, durante le litigate notturne. L’insegnamento , come ha raccontato a Massimo Cirri e al pubblico di Festivaletteratura, inizia invece su di «una strada che attraversa tutti i poderi, anche quelli che non esistono» e che porta ad un paesino dell’entroterra lucano. Pare trattarsi di due inizi insoliti , ma se da un lato la letteratura non ha un’unica porta d’ingresso, dall’altra il preside in consiglio costringe il professore di lettere a scrivere il verbale da Canicattì a Bolzano. La scrittura e l’insegnamento sono due amori storici.
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Viene ripercorsa la sua vita, con la premessa di qualche scusa per la semplificazione. Un primo libro mai pubblicato sul rapporto ostile con un padre ferroviere e talentuoso pittore, da lui stesso definito pretenzioso, porta al racconto delle prime esperienze di insegnamento e di militanza. Le due esperienze camminano quasi sempre sullo stesso binario: «Avevo visto cos’era la scuola, come buttavano via i più deboli».
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Era entrato in quella classe della Basilicata armato solo della lettura di Don Milani, ma in possesso di una «visione del mondo» da riversare su di un «pubblico costretto». Il Professor Starnone diventa romanziere «per stanchezza». Affaticato dal ritmo di sei anni di doppio lavoro, si decide per una svolta, senza troppe incertezze anche se una studentessa gli ricorda che «andare in miniera è peggio». Inizia la sua rubrica Ex cattedra , poi diventata libro, raccontando al pomeriggio quello che accadeva al mattino a scuola.
https://twitter.com/kn0l0gy/status/906525102367498242
Inizia, così, quella che scherzosamente definisce come una carriera di spia all’interno del mondo dell’istruzione , oltre che la sua carriera da romanziere, con il successo che «purtroppo per i lettori, ruppe i freni inibitori». Chiude l’evento la sua riflessione sulla capacità di perpetuazione della scrittura, in grado di ridare voce a scrittori vissuti anche in epoche trapassate: «i lettori fanno risorgere».
E Starnone lettore? Ecco cosa consiglia:
http://www.uncommons.it/words/luna-e-gnac-338
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone gli eventi 35
IRONICI MALINCONICI
- 39
IN PROFONDITÀ
- 53
PICCOLE GRANDI STORIE
- 65
IL PROFUMO DI LEGNO FRESCO
77
CON LA MEMORIA COMBATTO I MOSTRI
- 90
LABILI CONFINI DELLA MENTE
- 91
LE COSE NON SONO MAI COME APPAIONO
- 106
IL FILO ROSSO DEGLI UOMINI ILLUSTRI
- 115
“L’AMORE SI IMPOSSESSAVA DI LEI”
- 132
IL PONTE TRA L'AFRICA E L'EUROPA
- 133
VERITÀ LETTERARIE
- 136
NEL BAR DI PAESE
- 160
TRA LE BRACCIA DI JESSE
- 163
I MONTI SONO MAESTRI MUTI
- 175
IL MONDO IN UNA STANZA
- 194
NOI SIAMO CON TE
- 201
DIARI PER IMMAGINI
- 208
MISTERI LEGGENDARI
- 210
SE SON ITALIAN, PERCHÉ ME CIAMO COVACICH?