Si potrebbe erroneamente pensare che, nello scrivere un giallo, depistare un lettore bambino, ingannarlo, fargli bere una storia falsa, sia cosa semplice - non a caso, nell’espressione di uso comune, le caramelle sono facili da rubare al bambino, non all’adulto.
Sebbene sia vero per certi aspetti, bisogna considerare che c’è una domanda che ogni bambino - e chi è genitore lo sa bene - non smette mai di porsi: perché?
I bambini sono incessantemente alla ricerca del perché di qualunque cosa, smaniosi di comprendere quello che gli sfugge, ed è proprio questa la domanda da cui un’autrice di gialli esperta come Cristina Cassar Scalia parte per scrivere le sue storie.
Che si tratti di un libro per bambini o per adulti, il primo ingrediente è il movente. L’assassino, la vittima, il luogo del delitto e lo strumento, insomma tutti gli elementi di una partita a Cluedo, vengono dopo.
« Spesso scopro anch’io una pagina per volta chi è l’assassino»
afferma l’autrice. Il movente, invece, è il punto di partenza irrinunciabile e bisogna avercelo ben chiaro in testa, deve essere solido, inattaccabile e a prova di “perchè”, specialmente quelli di un bambino. Lo sa bene la Cassar Scalia, che nella sua infanzia ne divorava di gialli - in particolare amava le storie del commissario Maigret, confessa.
Ma allora, come si inganna un bambino?
Innanzitutto bisogna calibrare attentamente ogni dettaglio, ogni elemento, afferma l’autrice. Oltre al movente, cita come elemento fondamentale gli indizi fuorvianti e le piste false a cui essi conducono, senza le quali tutto il meccanismo dei gialli non funzionerebbe. L’autore deve comportarsi, in sostanza, come un mago illusionista, che sposta l’attenzione del lettore, piccolo o grande che sia, affinchè non veda il trucco (la cosiddetta misdirection).
Nello scrivere i Minigialli, la Cassar Scalia ha messo tutta la sua esperienza al servizio del nipotino Giulio, a detta sua il vero autore, e ha regalato al suo nuovo pubblico due storie da leggere d’un fiato, dove i bambini diventano detective e inseguono i loro ricordi rubati o risolvono il mistero di un lago scomparso. Due storie scritte per ingannare anche i bambini.