Santiago López Petit , filosofo e attivista catalano, ha presentato il suo ultimo libro, Figli della notte. La sfida del voler vivere , nel primo giorno di Festivaletteratura. Il punto di partenza dell'intervento filosofico-politico di López Petit è la malattia della normalità – «la fatica del voler vivere» – che lo prende, in tutta la sua umanissima urgenza, al punto di fargli dire: «Ho deciso di scrivere questo libro su ciò che accade nella mia testa. Sul dolore che in essa vi abita e che non mi lascia vivere.»
https://www.youtube.com/watch?v=gV35oJF6cwA
Questo
gesto impudico
del mettersi a nudo – come lo definisce il filosofo
Gianluca Solla
nella sua introduzione – è
un gesto piccolissimo e insieme radicale: è da questa introspezione
di natura tutta filosofica sul mal-stare che si schiude la prassi
(filosofica e politica) di un ripensamento drastico di se stesso e,
quindi, di tutto. Il coraggio emotivo del primo gesto – riconoscere
la malattia e darla, quasi pornograficamente, agli occhi dei lettori
– si riflette nel coraggio intellettuale ed etico di proporre un
pensiero filosofico che si regge sulla perdita dell'equilibrio, cioè
sullo sbilanciamento come forma possibile di resistenza al rumore
permeante del neoliberismo
.
Figli
della notte
è davvero, come ha sintetizzato Solla, «un'avventura
intellettuale
perché
un'avventura
di vita».
L'impresa
intellettuale di López
Petit è capire come questo malessere globalizzato – questa fatica
collettiva e personalissima che è la «notte»
della quale siamo figli – possa
essere trasformata
in una «notte
della resistenza». Il punto di partenza di questo atto resistenziale
è per López Petit, sia biograficamente sia eticamente, l'ammissione
della propria «notte»
interiore, del proprio mal-essere, e l'orgoglio della propria
condizione. La fatica del voler vivere non è più una
condizione elitista da
poètes
maudits
ma una circostanza condivisa: «tutti abbiamo problemi con la vita e
sono problemi politici», dice López
Petit.
E
in
questa
coscienza dell'anomalia come condizione condivisa, che
López
Petit vuole
de-medicalizzare e politicizzare, in questo atto rivoluzionario di
«alzarsi
in piedi tra la vita e la morte»
, sta tutta la dimensione politica
della filosofia
della «notte»
di López
Petit.
Nella
coscienza (e nell'orgoglio) dell'anomalia c'è una sfida al rumore
del neoliberismo e del contemporaneo, quel
sistema egemone
che seda ogni violenza resistente e opprime con la forza
dell'anonimato. E forse la sfida non è altro che l'unica vera
via
possibile, perché – come scrive
El Pressentiment
,
il foglio surrealista del collettivo catalano
Espai
en blanc
– «No
tengo fuerzas para rendirme», non ho le forze di arrendermi.
http://elpressentiment.net/no-23?lang=en