07 | 09 | 2016

Nuestra violencia es existir

La sfida del voler vivere nel rumore del neoliberismo

Santiago López Petit , filosofo e attivista catalano, ha presentato il suo ultimo libro, Figli della notte. La sfida del voler vivere , nel primo giorno di Festivaletteratura. Il punto di partenza dell'intervento filosofico-politico di López Petit è la malattia della normalità – «la fatica del voler vivere» – che lo prende, in tutta la sua umanissima urgenza, al punto di fargli dire: «Ho deciso di scrivere questo libro su ciò che accade nella mia testa. Sul dolore che in essa vi abita e che non mi lascia vivere.»

https://www.youtube.com/watch?v=gV35oJF6cwA

Questo gesto impudico del mettersi a nudo – come lo definisce il filosofo Gianluca Solla nella sua introduzione – è un gesto piccolissimo e insieme radicale: è da questa introspezione di natura tutta filosofica sul mal-stare che si schiude la prassi (filosofica e politica) di un ripensamento drastico di se stesso e, quindi, di tutto. Il coraggio emotivo del primo gesto – riconoscere la malattia e darla, quasi pornograficamente, agli occhi dei lettori – si riflette nel coraggio intellettuale ed etico di proporre un pensiero filosofico che si regge sulla perdita dell'equilibrio, cioè sullo sbilanciamento come forma possibile di resistenza al rumore permeante del neoliberismo . Figli della notte è davvero, come ha sintetizzato Solla, «un'avventura intellettuale perché un'avventura di vita».

L'impresa intellettuale di López Petit è capire come questo malessere globalizzato – questa fatica collettiva e personalissima che è la «notte» della quale siamo figli – possa essere trasformata in una «notte della resistenza». Il punto di partenza di questo atto resistenziale è per López Petit, sia biograficamente sia eticamente, l'ammissione della propria «notte» interiore, del proprio mal-essere, e l'orgoglio della propria condizione. La fatica del voler vivere non è più una condizione elitista da poètes maudits ma una circostanza condivisa: «tutti abbiamo problemi con la vita e sono problemi politici», dice López Petit. E in questa coscienza dell'anomalia come condizione condivisa, che López Petit vuole de-medicalizzare e politicizzare, in questo atto rivoluzionario di «alzarsi in piedi tra la vita e la morte» , sta tutta la dimensione politica della filosofia della «notte» di López Petit.

Nella coscienza (e nell'orgoglio) dell'anomalia c'è una sfida al rumore del neoliberismo e del contemporaneo, quel sistema egemone che seda ogni violenza resistente e opprime con la forza dell'anonimato. E forse la sfida non è altro che l'unica vera via possibile, perché – come scrive El Pressentiment , il foglio surrealista del collettivo catalano Espai en blanc – «No tengo fuerzas para rendirme», non ho le forze di arrendermi.

http://elpressentiment.net/no-23?lang=en