01 | 10 | 2025

Radio Fresh FM

In un longform in 5 puntate, Jo Meg Kennedy ha raccontato una pagina dimenticata della Rivoluzione in Siria e della resistenza delle radio libere nel pieno della guerra civile
«Le rivoluzioni che hanno sconvolto il Sud Ovest Asiatico e il Nord Africa, dal Marocco all’Iraq, nel 2011, hanno rappresentato un momento di rottura e di ribellione contro i regimi al potere e le narrazioni dominanti. La digitalizzazione ne ha rappresentato la chiave di volta: ha reso possibile la costruzione di spazi alternativi. Piattaforme online efficaci nello svolgere un gran numero di funzioni che hanno permesso di connettere il tessuto siriano, dar voce ad auto narrazioni, esprimere rabbie e rimostranze, celebrare lutti e desaparecidos, incanalare il malcontento, organizzare il dissenso, sfidare collettivamente il potere ed esercitare una agency fino ad allora negata.»

Tra il 2024 e il 2025, la giovane giornalista Jo Meg Kennedy ha riportato in luce una vicenda poco nota ma di estremo interesse che concerne il racconto mediatico della guerra in Siria – balzato nuovamente nella primavera del 2025 all'attenzione internazionale dopo la capitolazione del regime di Bashar al Assad –, ricostruendo la nascita di una radio siriana indipendente fondata nella cittadina di Kafr Nabl nel 2013, quando la quotidianità del paese era già segnata da violentissimi scontri militari tra il regime alauita e le fazioni dei ribelli, con omicidi di massa e sistematiche violazioni dei diritti umani.
Le voci remote dei giornalisti di Radio Fresh FM – su tutte quella del fondatore Raed Fares, trucidato nel corso della sanguinosa guerra civile – accompagnano i capitoli di un longform che ricorda quanto il sacrificio di chi si è battuto per la libertà di parola non possa essere cancellato dalla furia degli eventi.

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