Al destino incerto dell'Europa è dedicata una parte importante degli appuntamenti in programma a Festivaletteratura 2019.
In una Basilica di Santa Barbara gremita lo scrittore e cineasta francese Éric Vuillard , autore di diversi romanzi storici e vincitore del premio Goncourt nel 2017, ha discusso del rapporto fra storia e letteratura assieme al giornalista Siegmund Ginzberg . Vuillard, uomo di grande spirito critico e profondo conoscitore di tutta la letteratura europea, è in grado di collegare sapientemente passato e presente con l’ausilio degli autori di cui per tutta la vita si è nutrito. Due sono i punti di partenza: L’ordine del giorno , romanzo sulla collaborazione fra grandi industriali tedeschi e nazismo, e La guerra dei poveri , sulle rivolte contadine in Inghilterra e Germania durante il XV e XVI secolo. Entrambe sono opere brevi, che cercano di conciliare rigore e leggerezza narrativa, ed entrambe pongono il medesimo problema: il rapporto tra fantasia e realtà nel racconto storico.
https://m.dagospia.com/il-romanzo-l-ordine-del-giorno-di-eric-vuillard-ricostruisce-i-rapporti-tra-nazismo-e-184318
https://www.edizionieo.it/book/9788833571164/la-guerra-dei-poveri
I due elementi non sono antitetici come potrebbe sembrare: ogni opera letteraria contiene riferimenti alla realtà, e allo stesso modo ogni romanzo storico è formato inevitabilmente, per buona parte, dalla soggettività e dalla fantasia dell’autore. Posto che sempre si debba partire da una rigorosa ricerca, secondo Vuillard la fantasia è paradossalmente il metodo privilegiato per avvicinarsi alla realtà: è per esempio attraverso romanzi come Les miserables e Notre-Dame de Paris che molti, sia in passato che oggi, si sono interessati ai fatti reali dietro ai libri di Hugo. E la realtà, se guardata da vicino, è sempre così varia e interessante che raramente è necessario arricchirla con invenzioni o sentimentalismi: la fantasia si inserisce piuttosto nel romanzo sotto forma della soggettività dell’autore, vale a dire la scelta del materiale storico che egli decide di inserire nel racconto, giacché parlare di tutto non è possibile. Insomma: realtà e finzione sono sempre strettamente interconnessi, tanto che scinderli completamente non è mai possibile.
https://twitter.com/EdizioniEO/status/1170245391922683904
La seconda grande riflessione riguarda il valore dell’ironia nel parlare del passato. Secondo il grande paleografo Armando Petrucci, più un discorso è ufficiale, meno ironia è possibile trovarvi all’interno, in quanto il potere ama raccontarsi frapponendo distanza fra sé e i suoi interlocutori, distanza che lo aiuta a mantenere il controllo. Proprio l’ironia dunque deve ritornare nelle pagine di chi voglia scrivere slegato da ogni autorità: così come nel Settecento faceva, fra gli altri, Voltaire, che utilizzava proprio questo strumento come arma per criticare la religione e la Chiesa. Fatti buffi, imbarazzanti, o anche solo privi di quella patina rigida di cui il potere ama cospargersi, si trovano spesso nella documentazione storica: segno di realismo allora è reintrodurre nella letteratura proprio questi aspetti più ordinari. Se, come dice Montesquieu nel De l’esprit des lois , ogni potere, quando è concentrato, tende ad abusare di se stesso, l’ironia e il realismo della letteratura storica sono anche strumenti fondamentali che in tutte le epoche la società ha, accanto alle leggi, per demistificare l’autorità e aiutare ad arginare questa tragica ma inarrestabile tendenza.
http://www.ilgiornale.it/news/vuillard-scrittore-che-scava-nella-storia-1743305.html
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone:
Evento
10
“Sintomatologia della crisi” - Pensieri in comune mercoledì 4 ore 21.00
“Terra mediterraneo”
- Evento
17
“Quando l’URSS faceva cultura” - Evento
31
“De la terre des pleurs un grand vent s'éleva” - Evento
35
“Sotto la luna di Beirut” - Evento
36
“La pagina bianca a volte è il mio nemico” - Evento
37
“Dare voce alla storia africana” - Evento
41
“Da dove nasce la crisi europea” - Evento
45
“Trovare la luce nelle tenebre” - Evento
46
“Astrid Lindgren: la vita è una favola amara” - Evento
47
“I miei personaggi mi rincorrono” - Evento
51
“Il fascismo storico” - Evento
60
“Il re dell’Atlantico” - Evento
67
“Messia e Rivoluzione” - Evento
68
“La bandiera del mio paese ha due colori” - Evento
70
“Una storia intima del nazismo” - Evento
77
“Il ricordo e il labirinto” - Evento
85
“Tra le gole dell’Armenia” - Evento
95
“Trafficanti di essere umani” - Evento
96
“Il pericolo di ideologia come alibi” - Evento
116
“La guerra, la scrittura, le donne” - Evento
119
“Da Norcia all’Europa” - Accento venerdì 6 ore 22.00
“Gran Cabaret socialista”
- Evento
136
“Giocare con la narrazione” - Evento
153
“La storia si ripete?” - Evento
159
“Mondi separati dentro le città” - Evento
169
“Allons enfants” - Evento
203
“I barbari che siamo, i romani che non siamo” - Evento
213
“Come Davide contro Golia” - Read on domenica 8 ore 15.00
“EU dreamers”
- Evento
221
“Il nome necessario”.