Conoscere la storia degli oggetti significa ricostruire un mondo di relazioni. Maria Giuseppina Muzzarelli, professoressa di Storia medievale all’Università di Bologna e insegnante di Storia della moda al Campus universitario di Rimini, racconta così il suo approccio allo studio delle perle, da cui è nato Tutte le perle del mondo. Storie di viaggi, scambi e magnifici ornamenti edito da Il Mulino nel 2023. Muzzarelli lo definisce un’occasione per intraprendere un viaggio nella storia globale, culturale ed economica dal medioevo all’età moderna, riportando alla luce antiche pratiche e simbologie di un oggetto che ha mantenuto nei secoli il suo pregio.
Insieme a Maria Giuseppina Muzzarelli la storica Marina Montesano, professoressa di Storia medievale all’Università degli studi di Messina, riflette sulla funzione simbolica delle perle, da sempre associate al lusso e alla purezza, in relazione al corpo. Al prestigioso valore economico e commerciale delle perle, molto difficili da pescare, commerciare e incastonare nei gioielli, si aggiunge infatti una funzione simbolica che poteva essere associata alla purezza e all’innocenza, ma anche alle arti occulte, in un’epoca, quella medievale, in cui le perle venivano utilizzate con una funzione medico-magica decisamente mal vista ma molto praticata.
Il viaggio delle perle ha inizio, spiega Muzzarelli, con la scoperta di grandi quantità di questi preziosi “difetti della conchiglia” sul fondo di mari lontani dall’Europa. La loro origine, infatti, si trova in molti altrove: Marco Polo, i cui scritti a riguardo influenzeranno successivamente anche i viaggi commerciali di Cristoforo Colombo, la colloca al largo delle coste dell’India, altre fonti la individuano invece nel Mar Arabico e nel Mar Rosso.
Dopo la colonizzazione delle Americhe, la pesca intensiva di perle si concentra principalmente al largo delle coste del Venezuela, in particolare sui fondali dell’isola di Cubagua, provocando così l'esaurimento di interi banchi perliferi e il primo caso nella storia di esaurimento di una risorsa naturale a seguito di uno sfruttamento intensivo. È così che, percorrendo a ritroso la storia di un singolo elemento, è possibile riflettere su temi fondamentali e attualissimi come il rapporto tra esseri umani e ambiente.
L’attitudine predatoria della cultura europea nei confronti in questo caso delle perle, è un’occasione per riflettere anche sullo sfruttamento colonialista delle popolazioni indigene e degli schiavi provenienti dalle tratte africane (i quali venivano marchiati a fuoco con la lettera C di Cubagua e costretti a immergersi a profondità rischiosissime) in nome della capitalizzazione e del commercio occidentale.
Attraverso lo studio di un singolo elemento, dimostra Muzzarelli, è quindi possibile ricostruire e restituire una storia collettiva.