07 | 09 | 2017

Ugo La Pietra: intuizione, progetto, azione

Una vita come sinestesia delle arti

Anche quest’anno il programma del Festival prevede una stimolante sezione dedicata ad arte, design e architettura. Interverranno nel dibattito alcune delle personalità più importanti di questo mondo, tra i quali Lea Vergine, Ugo La Pietra, Dario Scodeller, Victor Stoichita, Antonio Forcellino, Kjetil Thorsen e Cherubino Gambardella.


A Festivaletteratura, i diversi ambiti del mondo del progetto emergono anche grazie a storie di vita, di metodo, di idee e di occasioni. Una vita speciale, sfaccettata, generosa e (meraviglia!) difficilmente definibile è quella di Ugo La Pietra , in dialogo con Luca Molinari .

Osservatore critico del reale, architetto e progettista – davvero – a tutto tondo, La Pietra si definisce da sempre « ricercatore nel sistema delle arti visive » (ché tra gli anni Sessanta e Settanta, quasi ci si vergognava a definirsi artisti ): una ricerca che lo ha visto coinvolto nel pensiero e nella progettazione di segni speciali, dalla casa alla città . Un’altra definizione di La Pietra viene data da Molinari: «intuitore di processi». Anche con decenni di anticipo, anticipatore e creatore di gesti importanti, che oggi ricevono una forse maggiore attenzione.

https://twitter.com/festletteratura/status/905724968117444608

Gesti non solo grafici (dalla tela all’installazione, dalla ceramica al legno e alla pellicola cinematografica), sempre liberi e sempre tesi alla rottura dell’equilibrio: segni randomici e densi, rivolti alla struttura organizzata della società o di un settore di essa, per suggerire e costruire consapevolezza. Una consapevolezza che trovi spazio sia dentro sia fuori dai muri: celebre il suo “Abitare è essere ovunque a casa propria”, motto preso in prestito dall’Internazionale Situazionista con cui La Pietra ha creato (e messo in scena in prima persona) atti e oggetti dedicati al rapporto tra spazio pubblico e spazio privato; o – tra i tantissimi lavori – il film “ La riappropriazione della città ” (1977), che rivela una serie di pratiche per prendere coscienza dello spazio urbano. Mentre oggi, riflette il maestro, architetti e designer pare confondano la parola ABITARE con la parola USARE e lasciano la fisionomia della città in mano alla violenza del sistema commerciale.

https://twitter.com/festletteratura/status/905730179082981376

L'interesse di La Pietra, invece, era rompere l’equilibrio di una società, ma non come impegno politico in senso stretto. Non era rifiuto, non era utopia, ma era progetto: progetto non nella logica della società, ma in termini creativi – e dunque di vera sfida, contro e al contempo al centro. Perché un tempo al centro del processo dell’arte c’era davvero la figura dell’artista.

E le città, oggi? Secondo La Pietra, prima di progettare qualcosa, la città la si deve guardare per davvero e con grande attenzione.

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Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone gli eventi: 9 LA DOLOROSA EMOZIONE DELL’ARTE - 46 ARCHITETTURA A MISURA DI COMUNITÀ - 140 L’ORIENTE A DISTANZA DI UN QUARTO DI TONO - 142 LA RIVELAZIONE DEL RESTAURO - 148 IO (ABITO) - 195 DESIGN ANONIMO