Mai la questione europea è stata così presente al Festival: sono molti autori ad esaminare in controluce i problemi di ieri e di oggi.
La storia e i libri da sempre consacrano i vincitori e le loro imprese alla imperitura memoria per le generazioni future. Laurent Gaudé , celebre narratore e drammaturgo francese, vincitore del premio Goncourt , nel suo ultimo romanzo Ascoltate le nostre sconfitte ha deciso di riportare alla luce la storia di alcuni grandi condottieri: Annibale, Ulysses S. Grant e Hailé Selassié.
Alla domanda di Stefano Salis su come abbia operato la scelta dei tre celebri comandanti, Gaudé ride e risponde: «Il Generale Grant per il suo vizio dell’alcolismo, mentre Annibale per gli elefanti - era un po’ che volevo parlare di animali». Poi spiega che la scelta, che non ha escluso fattori casuali, si è orientata verso i temi caldi della storia , come la guerra di secessione statunitense o la lotta ai fascismi e la loro politica di potenza.
https://twitter.com/EdizioniEO/status/906419489339834368
La bussola che ha spinto l’autore verso questi uomini è la sconfitta, con la possibilità di andare oltre il binomio che la lega alla vittoria e di collocarla su un piano più intimo e umano . Ciascuno di noi potrebbe dare una risposta diversa su chi siano i vinti e i vincitori. Prendiamo Annibale, che nonostante la sconfitta finale della guerra è stato consegnato dalla storia come un mito per il suo eroismo, superando persino la stella degli avversari romani.
Gaudé sottolinea che parlare di battaglie richiede una profonda umanità e il
compito dello scrittore in questi casi è quello di rallentare
, non affidarsi solo ai numeri delle vittime, ma tenendo a mente che in quei soldati anonimi scorreva la vita, che si è spenta combattendo. Non c’è una risposta univoca per stabilire chi e come sia sconfitto o vittorioso, soprattutto quando sul piatto della bilancia si trova il sangue, dolore e un vuoto interno.
In questa schiera di personaggi maschili combattenti, spicca l’unica voce femminile della vicenda: Mariam. Lei archeologa irachena, Assam agente segreto, sono i due protagonisti contemporanei che fanno da cornice ai drammi storici.
La battaglia di Miriam è diversa da quella dei condottieri, più nascosta e meno appariscente, affrontata sul campo della storia
: cercare e catalogare opere rubate, disperse o vendute illegalmente durante i saccheggi di musei e siti archeologici nel corso della guerra in Iraq. La sua è una sfida, perché conservare la memoria del passato è una vittoria sulla violenza e la brutalità umana, mentre dimenticare e consegnare all’oblio rappresenta una sconfitta che riguarda tutti.
Per chi vuole approfondire il percorso, Festivaletteratura propone gli eventi 21
DALLE SPONDE DEL VOLGA
- 28
TI RACCONTO LA MIA EUROPA
- 70
FAR WEST CROAZIA
- 117
UNA FORCHETTA CONFICCATA NEL TERRENO
- 143
IL SILENZIO DOPO LO SPARO
- 174
LETTERATURA D’ESILIO
- 197
ALEXANDERPLATZ, AUF WIEDERSEHEN!
- 199
UNA PARTITA PER RICOMINCIARE
- 224
DIECI ANNI DI VOCABOLARIO EUROPEO