L'amore descritto nei libri di
David Nicholls
non si limita mai ad essere un'esperienza superficiale: al contrario si qualifica come un evento epocale in grado di scuotere fino in profondità l'intera esistenza dei personaggi. Nei suoi romanzi infatti l'autore ammette di spingersi agli estremi «della felicità e dell'infelicità», scrivendo delle situazioni più belle che complica con i peggiori scherzi del destino. Tutto questo è secondo lui possibile grazie alla natura stessa dei romanzi che offrono la libertà ai loro creatori di narrare fiction meravigliosa anche quando la loro personale realtà quotidiana «non è forse così degna di essere raccontata». Durante l'incontro condotto da
Marta Bacigalupo
, un tema centrale è stato dunque non solo l'amore
nei
romanzi, ma anche
l'amore
per
i romanzi
. Nicholls narra di come scrivere sia un'esperienza molto piacevole, in cui lui si circonda delle cose che ama di più, per esempio libri, film, musica. Al tema della musica viene quindi dedicata molta attenzione visto che in ogni romanzo di Nicholl si può rintracciare
una sorta di colonna
sonora che non è solamente limitata alle pagine del libro: l'autore infatti racconta di ascoltare costantemente delle canzoni per trovare l'ispirazione e per creare la giusta atmosfera sia nella vita reale sia nella storia.
Scrivere romanzi però include anche dei momenti un pò meno gioiosi e Nicholls condivide un aneddoto di quando tentò di scrivere una storia focalizzandosi su un tipo d'amore diverso da quello romantico , come quello tra un padre e un figlio. L'autore non esita ad ammettere di aver letteralmente cestinato la bozza iniziale con il suo editor: secondo Nicholls ciò accadde «Non che fosse scritto male - ero molto soddisfatto della scrittura. Mancava un coinvolgimento emotivo da parte mia: ero estremamente freddo nei confronti dei miei personagg,i e questo era evidente». L'autore è fiducioso del fatto che scriverà una storia il cui tema principale non sarà un amore epico, ma al tempo stesso non intende evitarlo, visto che l'amore rimane comunque un'esperienza straordinaria che merita di essere raccontata.
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Essendo stato uno sceneggiatore televisivo prima di dedicarsi alla scrittura a tempo pieno, Nicholls riconosce di aver ricevuto molto da quel mondo, come ad esempio l'impulso a delineare dei personaggi precisi, concreti, come fossero i personaggi di un film. Però conclude rinnovando il suo profondo amore per il romanzo, anche se: «carta e inchiostro costano molto meno di un cast; ciò rende un romanziere molto più libero di uno sceneggiatore». Nicholls rimane quindi convinto del grande potere del romanzo che ritiene capace di continuare ad impressionare i lettori dell'epoca presente e dei tempi futuri.