Safe place è un podcast in quattro puntate che ricostruisce la vicenda, spesso misconosciuta, della nascita "dal basso" dei consultori familiari in Italia, focalizzandosi in particolare sull'esperienza pionieristica dei primi consultori autogestiti di Torino (leggi qui l'introduzione). Attraverso numerose testimonianze dirette di ieri e di oggi, il reportage di Caterina Carradori – selezionato nel 2025 dalle giurie dei pitching di Meglio di un romanzo – si interroga sul ruolo sociale e le trasformazioni che questi spazi di condivisione e di cura, sorti sull'onda delle grandi battaglie femministe degli anni Settanta, hanno subito nel tempo, diventando essenziali presidi di salute territoriale.
Ogni giovedì, dal 14 maggio al 4 giugno, le puntate verranno pubblicate sul sito di Festivaletteratura e su tutte le principali piattaforme di podcast.
Da qui inizia la storia di Anna, da grandi caseggiati nella periferia di Torino. È il 1975 e in alcuni locali occupati di questi palazzi nasce uno dei primi consultori autogestiti, il consultorio della Falchera a Torino. I consultori nascono nei quartieri popolari, della periferia, dove le istituzioni sono assenti e le donne decidono di organizzarsi da sole. Si parte dalle questioni concrete della vita di tutti i giorni, come l'asilo. E poi la salute. In un contesto sociale in cui le donne erano quasi esclusivamente destinate al lavoro di cura familiare, i loro discorsi partono dalla salute sessuale e riproduttiva. Ma ben presto si rendono conto che c’è molto di più in ballo.
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La salute tocca ogni aspetto della vita, anche il lavoro. I discorsi delle donne sulla salute arrivano sul posto di lavoro nel 1978, quando il sindacato e il Movimento delle donne realizzano un corso nelle fabbriche sulla salute delle donne. Forti delle conoscenze costruite grazie all'esperienza dei consultori, l'obiettivo è arrivare al più ampio numero di persone possibile, anche a chi non era stato possibile raggiungere in precedenza. Insieme alla salute, però, sul posto di lavoro arriva anche il Movimento per la vita che raggruppa le associazioni contro l'aborto in Italia.
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Se da un lato il Sistema sanitario nazionale nel tempo è diventato sempre più fragile, oggetto di un forte definanziamento e di una crescente privatizzazione, dall’altra negli ultimi anni in diverse città italiane sono nate le Consultorie, spazi che portano avanti una pratica di cura collettiva e in particolare forniscono assistenza per l’accesso all’aborto e alle cure ginecologiche mettendo in discussione il rapporto tra medico/a e paziente, basato sulla gerarchia ma proponendo un rapporto di scambio, all’insegna dell’ascolto e dell’attenzione. Questi luoghi riprendono apertamente le idee che sono alla nascita dei consultori negli anni Settanta e colmano i vuoti lasciati dal sistema sanitario senza volerlo sostituire. Le lotte che accomunano le attiviste delle Consultorie ma anche altre attiviste femministe, come quelle di Non Una di Meno, hanno l’obiettivo di difendere l’assistenza sanitaria gratuita, universale e di qualità. E stanno portando avanti queste lotte a partire dai consultori.
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Anche dopo l’approvazione della legge 194, l’aborto non è mai stato visto come qualcosa di neutro, come un qualunque servizio sanitario. Su questo diritto, da sempre, si sono giocati gli interessi di terzi a discapito della salute delle donne. Negli ultimi anni Torino e la sua Regione sono al centro di un graduale processo che consente alle associazioni che fanno parte del Movimento per la vita, un movimento antiabortista, l’accesso ai servizi sanitari pubblici. Le attiviste delle reti femministe sempre di più denunciano atteggiamenti denigratori e violenze ostetriche e ginecologiche che rendono ancora più difficile l’accesso all’aborto. Ma se proprio all’interno dei luoghi sanitari che dovrebbero accompagnare le persone che vogliono effettuare l’interruzione volontaria di gravidanza si riscontrano questi abusi, cos’è allora un aborto sicuro? Se sul corpo delle donne e delle altre soggettività si continua a giocare una battaglia politica e di interessi, quand’è che ognuna potrà scegliere per sé stessa?
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Safe place. I consultori tra diritto e cura è un podcast di Caterina Carradori per Meglio di un romanzo, un progetto di Festivaletteratura realizzato con Q Code Magazine in collaborazione con Intesa San Paolo. Editing di Christian Elia, consulenza audio di Gabriele Beretta. Musica Leaving Home di Kevin MacLeod, concesso in licenza ai sensi della licenza Creative Commons attribuzione 4.0.
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L'autrice: Caterina Carradori studia le lingue straniere e il giornalismo per attraversare non solo le geografie ma anche le culture. Vive a Torino dove frequenta il Master in giornalismo "Giorgio Bocca". Si è laureata in Lingue moderne all'Università di Padova e ha lavorato per un anno in Francia dove ha partecipato come volontaria al Festival international de journalisme a Cothures-sur-Garonne, realizzando laboratori di giornalismo ed educazione ai media per adolescenti, bambini e bambine. Si occupa di diritti e salute e collabora da anni ai progetti di informazione e sensibilizzazione di Emergency e Medici senza frontiere.